Curriculum

 

Paolo Brencella si diploma al liceo artistico di Torino nel 1966 ed inizia precocemente la sua carriera di insegnante di educazione artistica.
Si laurea in architettura al Politecnico di Torino nell’autunno del 1971 ed inizia la sua professione di architetto occupandosi, oltre che di edilizia, anche di architettura d’interni, design e progettazione di barche da diporto e da competizione di classe 1.
Scoprì l’amore per il fumetto di fantascienza fin da ragazzo quando in classe spesso preferiva disegnare stralci delle sue storie su fogli di quaderno piuttosto che stare attento alle lezioni.

Al liceo artistico il bisogno di scarabocchiare, anche su fogli di quaderno a righe, le sue prime storie proprie divenne più forte anche grazie all’acquisizione di una sempre maggiore padronanza delle tecniche espressive, in particolare quella dell’acquerello, che permettevano il raggiungimento di discreti risultati.

Cominciò così a disegnare e dipingere con crescente passione i propri racconti di fantascienza.

Fu nell’incontro con Riccardo Valla che prese forma e si concretizzò la consapevolezza di Paolo Brencella di possedere un particolare talento per il fumetto di fantascienza.
Ne nacque una simpatica collaborazione che portò in poco tempo alla realizzazione di alcune storie scritte e sceneggiate da Valla e trasformante in buone tavole grafiche in bianco e nero.
Beppi Zancan, direttore de “Il mago“ di Mondadori, fu il primo a credere che una di quelle storie fosse pubblicabile.
La Ribellione“, con testi di Riccardo Valla e disegno di Paolo Brencella, fu la prima ad essere pubblicata.

Successivamente, con il beneplacito di Oreste del Buono, furono pubblicate su “Alter Alter” le storie, scritte e disegnate da Brencella e sceneggiate da Valla, “Chi troppo vuole…” , “L’erba del vicino…”, “Mogli e buoi dei paesi tuoi”.

In seguito la casa editrice TEA ritenne Paolo Brencella all’altezza di elaborare la copertina di “2001 Odissea nello spazio“.

Varie altre storie si aggiunsero successivamente seguendo un filone inusuale nelle storie di fantascienza in cui la morale comune dei proverbi trova una singolare trasposizione in ambiente fantascentifico attento e sapiente non privo di simpatica ironia.

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